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A ogni capannone, la sua copertura!

Se si parla di coperture per capannoni, non si parla certo di una sola e universale tipologia; ne esistono diverse tra le quali doversi destreggiare, ma niente paura, in base al tetto, sarà facile capire quali siano le più appropriate e funzionali, per le vostre esigenze e per quelle del vostro capannone.

Prima però di vederne una riduttiva classificazione, cerchiamo di comprendere perché risulti tanto importante scegliere bene una buona copertura.

Quando scegli, scegli bene.

Selezionare una sbagliata copertura, conduce a problematiche che potrebbero intaccare tanto voi stessi, quanto le vostre tasche.

Effettuare una corretta cernita delle opzioni di copertura esistenti, vi garantirà sicurezza e stabilità, proteggendo voi e i vostri spazi da possibili shock elettrici; le coperture per capannoni infatti, rivestono con grande garanzia i cavi e gli ulteriori altri utensili da lavoro, evitandone deleteri contatti o fuoriuscite.
Inoltre, in aggiunta alla vostra primaria protezione, avrete anche la possibilità di abbassare, sul medio-lungo periodo, i vostri consumi energetici; un risparmio non da poco, se si pensa che già altre sono le spese a cui, specie un’azienda, deve far fronte.

Classificazione generale

Innanzitutto si sappia che, una copertura, si costituisce di due componenti:

  • la struttura portante
  • il manto, nonché la parte più esterna.

Le tipologie del manto esterno possono essere:

  • Guaine bituminose: per i tetti a falde sono la scelta più azzeccata.
  • Tegole e coppi: di maggior rispetto nei confronti dell’estetica paesaggistica.
  • Pannelli coibentati: ottimali per l’isolamento termico e acustico.
  • Lastre grecate: dal costo accessibile e dalla bassa propensione alla degradabilità
  • Lastre in fibrocemento: il materiale oggi più comune, ma forse il meno consigliato.

    Queste possono poi essere ricoperte in vari modi. Tra i materiali più soddisfacenti e di migliore qualità, si consigliano spesso l’alluminio, l’inox e le lamiere preverniciate, queste ultime specie se le disponibilità economiche non sono elevate.

Le tipologie più adeguate in base al tetto

Principalmente possiamo distinguere tre tipi di tetti: piani, a falde o curvi.

I tetti curvi sono impiegati in diversi ambiti, quali agricolo, industriale, ma anche commerciale. Su questi è possibile installare coperture arcuate sia continue, come la guaina bituminosa, sia discontinue, come le lamiere grecate.

Per i tetti piani le coperture applicabili, che devono avere una pendenza minima (indispensabile per lo scivolamento dell’acqua), possono essere solo continue.

I tetti a falde sono caratterizzati da coperture dotate di spioventi e sono anche quelli che più offrono un’ampia scelta di copertura, prestandosi a qualsiasi materiale; potrete per questi scegliere dunque, sia coperture continue, che discontinue.

In base al tetto, saranno quindi differenti anche eventuali lavori di rifacimento mirati all’isolamento e all’impermeabilizzazione.

Tale investimento è necessario a prolungare la durata della copertura stessa, la quale, in termini semplici, potrà essere sia semplicemente rafforzata con l’applicazione di un rivestimento ulteriore sopra al vecchio manto, o totalmente sostituita nella sua interezza.

Ah! e non dimenticate..

Con l’arrivo dell’estate, sarebbe bene non trascurare l’idea di effettuare dei miglioramenti al capannone per perfezionarne le funzioni.
Questo perché, il calore, tende a innalzare la temperatura propria del manto, rovinando la copertura stessa e favorendo le infiltrazioni. A tal proposito potrebbe essere valutabile l’utilizzo di vernici termo-riflettenti (antisolari), le quali ovvierebbero il problema, riducendo la temperatura verso livelli privi di rischio. L’impermeabilizzazione ed isolamento delle coperture industriali è un fattore di primaria importanza per preservarne la durata nel tempo, con costi di manutenzioni minimi e per garantire edifici sicuri.

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